Angel-A
[id - Besson - Francia 2005]
di RedmondBarry
Andrè è un piccolo truffatore indebitato con mezza Parigi,un uomo disperato,arrabbiato con il Creatore che decide di farla finita e buttarsi da un ponte.
Ma il Creatore, che sarà pure imperscrutabile ma mai carogna, manda un angelo a salvare il birbantello e a indicargli la retta via e per rendere l'azione salvifica più efficacie lo manda sotto forma di stanga bionda in minigonna di pelle: angelo che si chiama (sorpresa, sorpresa) Angela.
Tra sketch riciclati da altre angel-comedies e dialoghi fiacchi e mal girati (Besson, se hanno inventato i controcampi un motivo ci sarà pure!) si infila anche una improbabile love story tra i due protagonisti che rende il film ufficialmente brutto e ridicolo.
Purtoppo le banalità e i clichè non si limitano alla sola sceneggiatura e sono sapientemente distribuiti su tutta la messa in scena a partire dalla scelta delle location.
Più che ambientato a parigi il film sembra infatti girato nei luoghi comuni del turista americano su Parigi: la torre Eiffel, Notre-Dame, Place de
Vale la pena segnalare la performance di Rie Rasmussen modella danese che interpreta la statuaria Angel-A, tanto bella quanto ridicola nella sua imitazione della recitazione francese (che si articola in: gesticola, allunga il collo e strabuzza gli occhi).
Besson in veste di regista ha notevoli difficoltà a filmare azioni statiche, passando da campi lunghi a totali a primissimi piani in un montaggio (almeno per me) senza senso. Montaggio che poteva andare bene in Leon o Nikita ma che risulta fuori luogo in Angel-A dove i dialoghi tra Andrè e la sua salvatrice sono il motore del film, o almeno dovrebbero.
